by Fabrizio
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20 Maggio 2026
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“Fare ricerca con l’Intelligenza Artificiale non significa sostituire il ragionamento del professionista. Significa ripensare il modo in cui si costruisce un’argomentazione e sviluppare un approccio più strategico, critico e consapevole all’analisi normativa e giurisprudenziale.”
Nel corso della Talk to the Future Week, promossa dall’Ordine Avvocati Milano, il Lab Talk curato da 4cAi e dedicato al tema “Fare ricerca con l’intelligenza artificiale. Paradigmi, casi d’uso e materiali”, ha offerto molti spunti interessanti sul ruolo dell’AI nella costruzione dell’argomentazione giuridica.
Attraverso un case study reale discusso insieme all’Avv. Michele Falzone e alla Dott.ssa Ludovica Fallavena, è emerso con chiarezza come il valore dell’AI nel settore legale non risieda solo nella velocizzazione della ricerca, ma nella possibilità di ampliare la capacità del professionista di esplorare scenari, individuare connessioni e mettere alla prova una tesi attraverso prospettive alternative e controargomentazioni.
Al centro della riflessione, soprattutto, il tema del metodo.
La qualità del risultato dipende dalla qualità delle domande poste, dalla capacità di orientare la ricerca e, soprattutto, di verificare continuamente affidabilità, pertinenza e solidità delle fonti e delle argomentazioni.
In questo scenario, la differenza non la faranno necessariamente gli studi dotati degli strumenti più sofisticati, ma quelli capaci di integrare l’AI senza rinunciare alla propria capacità critica, interpretativa e decisionale.
Il rischio, infatti, non è tanto l’assenza dell’essere umano nel processo, quanto una progressiva riduzione del suo ruolo a mera validazione o lieve revisione di conclusioni generate automaticamente.
Ed è proprio qui che si gioca la sfida più importante: utilizzare l’AI come leva per potenziare, e non sostituire, le competenze professionali dell’avvocato.
